Arte erotica - Guantini

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Carne fra gioco e ossessione
Da anni l'occhio interiore di Guantini gira intorno al tema del mistero del corpo femminile e del rapporto amoroso,intesi come nodo, intreccio, origine e fine dell'esistenza, meta continuamente anelata, e quasi mai raggiunta nella sua pienezza, da un'umanità che vive di tensioni ideali, di fantasie, di immaginazione, ma che sempre è schiava delle sue pulsioni terrene. Da qui il gioco e l'ossessione : un oscillare continuo dell'impulso erotico primigenio fra la sua componente giocosa, dettata dalla creatività della mente, e quella pressante, materica, dell'istinto e del desiderio. Il corpo femminile nella sua esasperazione plastica, nel suo accavallarsi e sovrapporsi di volumi e ridondanze, è il protagonista di questa serie di opere, trasfigurato secondo una concezione della bellezza che non risponde ai canoni tradizionali, ma persegue una fantasia dell'artista , vuol rendere concreto e tengibile il suo immaginario. Ed ecco globi_seni, addomi e natiche che prevaricano, che impongono il loro luminoso turgore, si liberano dal referente-carne di donna, frutto o tubero-e conquistano , nella composizione sapientemente calcolata e nel colore teso ad ottenere magistrali effetti di luce e solarità, la loro assoluta autonomia di forme nello spazio. Uno spazio irreale eppure tangibile, creato dall'alternanza dei piani colorati, che si sviluppano in tonalità inedite, sempre di smagliante evidenza e ricercatezza.
La composizione racchiusa in un ovale, ma con qualche elemento che lo rompe e fugge all'esterno- e del suo significato in termini figurativi e simbolici già è stato detto- è ormai la cifra di Guantini. Qui risulta arricchita e resa più complessa da piani verticali e orizzontali che interferiscono , in mrabile equilibrio, e stringente coerenza di calcolati rapporti, con le linee curve dei corpi, con le masse nere delle chiome, o quelle verdi degli inconfondibili pini del nostro litorale. Affiorano infatti, in queste fantasie della piena maturità, forme e colori fissati nella sua coscienza visiva dalla lontana giovinezza, all'epoca, chissà, dei furtivi amori nelle macchie e nelle pinete di fronte al mare, chiaramente i dintorni della sua città: i campi azzurri delle acque, il pino, la petroliera, i cespugli arruffati e gli uomini-uccello che si confondono con le frasche, e guardano. Ma il dato biografico, rivissuto a distanza, si fa qui condizione umana e universale, diviene il segno, ora stupito, ora grottesco, ora teneramente dolente, di quell'ossessione che tutti perseguita.
Il gioco è l'altra faccia dell'ossessione e, se in alcune opere si inserisce in un contesto quasi drammatico con un dettaglio ironico, ambiguo, o finemente allusivo, in altre diventa scopertamente il protagonista. Ci troviamo di fronte in questo caso alle espressioni più nuove del percorso figurativo di Guantini ; nuove relativamente , perchè nella sua vocazione di sperimentatore permane la fedeltà a un segno che, nella linea e nell'impianto costruttivo è inconfondibile, anche nelle varianti. Nuovo nell'ideazione giocosa e gratuita delle forme semiumane che sbocciano dentro i vasi da fiori, e nel disegno delle foglie, segmentate come gli elementi di un puzzle, è uno di questi dipinti; ma non nuovo, ripensando a tutta l'opera di Guantini, quando vi ritroviamo le esplicite allusioni, nella ridondanza degli oggetti ambigui e simbolici, a Bosch, il maestro visionario con cui tanto spesso il nostro si sente in sintonia. Prevale l'elemento giocoso anche nell'"Albero delle zoccole" , stringata composizione centrifuga e centripeta impostata sull'alternanza di masse curve e di brevi piani segmentati, o nel rapido scompigliarsi delle foglie- sembra quasi di sentirne il frusciare-della "Trappola dei più", dove al posto dell'ovale compare il cerchio, il mondo, a suggerire l'universalità della situazione.
Le opere qui presentate sintetizzano in modo significativo il momento attuale della sua ricerca figurativa e del suo percorso interiore, tesi a ripercorrere e filtrare il patrimonio di immagini e di idee sedimentate nel corso di una vita diesperienze reali, interiori, culturali e farne oggetto di conoscenza per se e per gli altri, da comunicare attraverso il linguaggio sorvegliato e meditato delle forme e dei colori.


Laura Gronchi  

 
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu