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Note biografiche di Romano Guantini

Romano Guantini nasce a Portoferraio (Isola d'Elba) nel 1933. Pur non frequentando scuole specifiche mostra, fin da giovanissimo, un grande interesse per le arti figurative, specialmente per la grafica. Si trasferisce nel 1945 a Piombino dove inizia a lavorare nell'industria ed entra in contatto con alcuni artisti, come Treccani e Mirabella che sviluppano in quel periodo, pittoricamente, il tema della fabbrica, affrontato, successivamente anche da Renato Guttuso. Negli anni '60 inizia la sua brillante carriera nel campo dell'incisione di cui sperimenta con successo le varie tecniche, gratificato dell'amicizia di maestri del livello di Zancanaro, Servolini, Farulli, Maccari. Inizia un lungo periodo contrassegnato da numerose mostre e riconoscimenti a livello nazionale. Nel 1966 l'alluvione di Firenze lo priva di un consistente corpus di matrici calcografiche giacenti presso la "stamperia del Bisonte". Questo lo allontana per qualche tempo dall'incisione, ma gli fa elaborare una personalissima tecnica disegnativa, il puntinato, di cui detiene, probabilmente, la paternità. Quando, dopo essersi dotato di un eccellente torchio, riprende a stampare in proprio, produce due cartelle d'incisioni dedicate a poesie di Trilussa ed a novelle di Bruno Blasi, presentate, queste ultime, da Mino Maccari ed Elvio Natali. Nel 1992 un numero consistente di disegni, puntinati e litografie, circa ottanta, entrano a far parte della collezione dedicata alla grafica della galleria degli Uffizi. Nel 1995 presenta a Spoleto, nella galleria diretta da Manuel Campus, una selezione di opere, in occasione del Festival dei Due Mondi. Nel 1998 i Comuni di Piombino, Siena e Pienza gli organizzano una grande antologica che riassume oltre quaranta anni di attività. Nel 2004 le sale espositive del castello di Piombino hanno ospitato la mostra "Carne, fra gioco e ossessione", raffinata silloge di arte erotica. Una sua opera di particolare rilievo ed impegno compositivo, il "San Francesco", abbellisce da qualche anno l'omonima chiesa di Vieste, sul Gargano, città con cui Guantini è entrato in perfetta sintonia. Colpiti dalla sua arte così complessa, graffiante, stimolante, caustica, provocatoria, supportata da una grande tecnica, gli hanno dedicato importanti pagine critiche, fra gli altri: Mario Bucci, Enzo Carli, Dino Carlesi, Antonio ed Elvio Natali, Dino Pasquali, Piero Torriti. Muore a Piombino il 26 Febbraio 2011.  



 
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